Facciamo chiarezza su Google Medic Update

All’inizio del mese di Agosto, Google ha pensato bene di rovinare le ferie a parecchi SEO Specialist con un “broad core algorithm update” del suo algoritmo (che interpretato letteralmente, significa “aggiornamento dell’algoritmo di base”), andando ad impattare, spesso negativamente, sul posizionamento dei portali verticali del settore medico.

A seguito di questo aggiornamento, parecchi siti autorevoli hanno visto crollare (a volte per ben 2/3) il loro traffico organico, mentre altri dalla qualità molto discutibile, ne hanno tratto benefici.

Perché l’aggiornamento all’algoritmo di ranking di Google è stato ribattezzato Medical Update?

Anche se la stessa società parla di “broad core algorithm update”, i suoi effetti si sono prodotti soprattutto su siti medici e più in generali su parecchi siti del settore salute e benessere.

Nonostante definirlo “Medical Update”, trattandosi comunque di una variazione algoritmica che interessa la totalità delle SERP Google, possa rivelarsi non corretta, sono proprio queste categorie di siti web che hanno maggiormente risentito di oscillazioni nel posizionamento organico.

Il “Medical Update” sembra essere una diretta conseguenza dell’aggiornamento delle General Guideliness di Google del 20 Luglio 2018, che vi invito a scaricare, all’interno del quale il termine “medical” compare ben 51 volte.

All’interno del documento è inoltre ben evidente che l’aggiornamento vada ad impattare sulle performances di siti con pagine di tipo YMYL (Your Money, Your Life), ovvero di contenuti che potrebbero avere potenziali conseguenze sulla felicità futura, sulla salute, sulla stabilità finanziaria o sulla sicurezza degli utenti (pensiamo siti di news, siti di carattere finanziario e scientifico e tutti siti che consentono transazioni).

Come difendersi da possibili penalizzazioni derivanti da Google Medical Update

Sempre all’interno delle General Guideliness, si fa riferimento agli indici qualitativi tenuti in considerazione dall’algoritmo di ranking. Nello specifico si fa riferimento all’E-A-T (Expertise – Authoritativeness – Trustworthiness), ovvero alla competenza, autorevolezza ed attedibilità della fonte.

Da quanto riportato all’interno del documento, Google tende a premiare quei siti in cui sia presente una biografia dettagliata dell’autore, all’interno del quale sia ben evidenziata la sua competenza nella materia trattata (pensiamo ad esempio ad un blog medico all’interno del quale sia presente un collegamento al profilo Linkedin dell’autore).

La linea corretta da percorrere per evitare penalizzazioni presenti e future sui risultati di ricerca Google è ovviamente quella di produrre contenuti unici, di qualità e soprattutto utili alle persone.

Ricordiamoci che la mission di Google è quella di fornire la migliore risposta possibile alle domande dei suoi utenti.

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